Cosa significa associarsi

 

 

Associarsi: stare insieme per lavorare insieme

 

Oggi più che mai, in un momento in cui tutto cambia e tutto si ribalta nel giro di pochi istanti, fare squadra si rivela l’arma vincente per ottenere qualsiasi tipo di risultato.

Associarsi, non vuol dire solamente pagare un tesseramento “per chi sa quale motivo”, ma significa essere parte attiva di un gruppo che dichiara la propria esistenza, e rivendica i propri diritti, significa poter gridare a voce alta il proprio ruolo all’interno della società, significa dichiarare il proprio pensiero perché in comune col pensiero di tante altre persone.

Associarsi significa essere presenti per ottenere nuovi risultati.

Associarsi significa potersi trovare, avere diritto di parola e di voto, manifestare il proprio assenso ed il proprio dissenso.

Associarsi significa remare tutti dalla stessa parte, condividere un pensiero comune, senza essere una voce fuori dal coro.

Associarsi implica anche dei doveri morali e pratici, come ad esempio non parlare tanto per fare discussioni “da bar”, ma parlare in maniera costruttiva e non demolitiva.

Associarsi significa poter contare sull’aiuto di tutti.

Associarsi significa poter dire a gran voce” IO SONO, PERCHÉ’ VIVO”.

Non è necessario che l’attività dell’individuo raggiunga livelli di eccellenza; «quello che conta è che la vita interna di queste associazioni sia convenientemente regolata sulla base delle abilità e delle esigenze di coloro che vi appartengono, e che fornisca una solida base per il senso di valore personale dei loro membri.

Il livello assoluto di realizzazione è irrilevante.

«Quello che è necessario è che ci sia per ciascuna persona almeno una comunità di interessi condivisi alla quale essa appartenga e dove i suoi tentativi siano convalidati dai suoi consociati».

Giorno dopo giorno scopriamo che nessuno ha formule collaudate, se non i miopi e gli illusi, per navigare in un mare particolarmente infido e rischioso da sottovalutare.

Per riuscire a farlo, come in molti altri settori della società, si può affermare che l’associazionismo, come valore che ci ha mossi, potrebbe dare preziosi frutti.

Uno dei modi di affrontare il presente (la crisi non è ciclica, implica un salto culturale, professionale e d’azione) è di recuperare la forza della mutualità, della responsabilità diretta, della cooperazione, del progettare e realizzare insieme.

Può essere una prospettiva anche per l’associazionismo?

Spero che questa nostra nuova esperienza possa e sappia offrire qualche indicazione e far scaturire qualche scelta al riguardo e che dia grandi risultati.

Giustino Ciccone

Infermiere, professore a contratto, Tor Vergata – Roma

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