Un inno all’unione

 

 

 

 

Oggi si parla tanto della figura dell’infermiere,  di questo professionista della salute che nel tempo ha cambiato il suo status all’interno della sanità. Un tempo si vedeva questa figura come ausiliare al servizio del medico, oggi invece si elegge responsabile dell’assistenza generale al paziente.

Tante sono state nel tempo le lotte per conquistare gli allori di professionista e uscire da quel tunnel oscuro che lo vedeva come un servitore al servizio della magnificenza medica.

Quando negli anni ’70-80 Ada Plummer, al Medical  Hospital di Boston, per la prima volta venne autorizzata a infondere terapia per via endovenosa sembrò che il mondo infermieristico fosse a una svolta dell’epoca, l’inizio di una nuova era.

Quell’infusione segnò l’inizio di una serie di conquiste che avevano un unico scopo, conquistare la dignità umana e professionale.

L’infermiere è stato sempre considerato una figura angelica, custode del paziente, che indossa una divisa come fosse una missione evocata da chissà quale divinità superiore, mai si è pensato a un vero e proprio professionista.

La lotta negli anni è stata cruenta sia dal punto di vista ideologico che culturale, la classe medica vedeva in questo missionario della salute un pericolo da contenere, che poteva oscurare la propria onnipotenza agli occhi del popolo sofferente.

Fu proprio questa riconoscenza da parte del popolo comune a dare la forza e la tenacia per continuare a lottare e conquistare uno status per il bene proprio ma soprattutto per chi soffriva nella solitudine quotidiana della malattia.

Oggi, nel XXI secolo l’infermiere ha raggiunto il suo status di professionista della salute vedendosi riconosciuto anche dalla giurisdizione italiana la responsabilità dell’assistenza generale del paziente .

Sembra l’epilogo finale di una battaglia giunta al termine costellata da una serie di vittorie e di un’entrata nel mondo dei professionisti da fare invidia a Giulio Cesare ai tempi dell’Impero Romano.

A questo punto sorgono delle riflessioni, lo status giuridico  d’infermiere responsabile dell’assistenza che agisce in piena autonomia che opera con una certa discrezionalità è davvero riconosciuta tale da quel popolo che ha sempre assistito come un figlio sofferente?

Lo stesso infermiere ha piena coscienza della sua responsabilità?

E’  pronto a prendersi il peso delle responsabilità  dei propri atti?

Teoricamente verrebbe da dire subito SI, un si che rappresenta non solo un cambiamento giuridico dello status quo ma una vera e propria rivoluzione culturale. Seneca diceva: “Bisogna creare un bene che non si guasti giorno per giorno, che non conosca ostacoli.

Quel bene, come diceva Seneca, nelle coscienze di tutti gli infermieri è rappresentato dal continuo miglioramento professionale e dal bisogno intrinseco di vedersi riconosciuto  da tutta la società civile e scientifica il proprio ruolo nel sistema salute, ma allo stesso tempo  ciò che frena questo bene, l’ostacolo che si pone su questa strada è rappresentato dalla stessa categoria, da quella forma di astio che pervade l’insieme.

La divisione interna è sempre stata la vera battaglia da combattere e vincere per raggiungere quella vetta che tanto vicina sembra, ma tanto lontana ancora è.

Un proverbio diceva: L’unione fa la forza, ma questa forza deve unirsi per realizzare questo grande sogno.

Il XXI secolo ha introdotto nella terminologia infermieristica concetti quali competenze specialistiche, responsabilità, competenze discrezionali, competenze manageriali, tutte belle parole e titoli da esibire occultati da un invidia perversa che aleggia nelle anime di questi, oramai,professionisti.

È ora di far squillare la sveglia cari infermieri, di svegliare le vostre anime e coscienze, liberare le vostre menti dall’oscurità dell’invidia perché rappresentate il più grande popolo che la sanità conosca, una forza numerica e intellettuale che nessun esercito può combattere. È proprio vero, l’unione fa la forza, ed è arrivato il momento di unirsi e pensare al bene comune per un trionfo che sta lì dietro l’angolo pronto a farvi salire al trono e  ricevere veramente gli allori che ogni vero professionista merita.

Domenico La Bella

Infermiere ASP Vibo Valentia

 

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