e’ davvero utile eseguire un test che ricerchi anticorpi contro il corona virus nel sangue?

Vi riporto un interessante editoriale di alcuni ricercatori americani sulla reale utilità dei test sierologici attualmente disponibili

I RICERCATORI DI “YALE UNIVERSITY” U.S.A. HANNO PUBBLICATO UN EDITORIALE SU “AMERICAN JOURNAL OF CLINICAL PATHOLOGY” PER RISPONDERE ALLA DOMANDA

Richard Torres e Henry Rinder, ricercatori di Yale University USA hanno pubblicato un editoriale su American Journal of Clinical Pathology per rispondere alla domanda: e’ davvero utile eseguire un test che ricerchi anticorpi contro il corona virus nel sangue?

Le conclusioni alle quali sono arrivati per il momento sono le seguenti:

1- I test disponibili danno risultati incerti: per ora non possono dire una parola definitiva sulla possibilita’ che chi e’ portatore di anticorpi anti SARS-CoV-2 sia definitivamente immune e che si sia liberato completamente dal virus: non e’ possibile ad oggi usare il test per autorizzare chi ha anticorpi positivi adavere contatti con altre persone senza correre il rischio di infettarle

2- Chi ha anticorpi anti SARS-CoV-2 di tipo IgG ha avuto contatto con il virus : gli anticorpi diventano rilevabili nel sangue non immediatamente ma dal 14esimo fino al 28esimo giorno dall’esordio dei sintomi 

3- Gli anticorpi positivi potrebbero essere stati prodotti dal contatto con un altro dei componenti della famiglia dei corona virus, come quelli che provocano le comuni sindromi influenzali , ma non necessariamente con il SARS-CoV-2

4- Per determinare se una persona e’ veramente immune nei confronti del SARS-CoV-2 bisogna tenere conto dei suoi sintomi e della specificita’ e sensibilita’ del test che misura gli anticorpi

5- I test sierologici attualmente disponibili sono stati eseguiti in modo sistematico e controllato su larga scala soprattutto nei pazienti ospedalizzati , ma ancora non abbastanza in modo sistematico nei pazienti senza sintomi

6- Una persona esposta a una carica virale relativamente bassa potrebbe produrre una quantita’di anticorpi insufficiente per neutralizzare il virus qualora si ripresentasse alla porta : quindi alla domanda alla quale tutti vogliamo avere una risposta , cioe’ “posso essere sicuro di avere un sistema di difesa sufficiente per neutralizzare il virus prima che provochi malattia?” per ora non c’e’ risposta certa.

7- Il dosaggio degli anticorpi presenta non pochi problemi di interpretazione anche quando eseguito su pazienti malati gravi: fra i pazienti ospedalizzati per infezione da SARS-CoV-2 con sintomi e con tampone positivo uno su tre non ha anticorpi circolanti nel sangue in grado di neutralizzare il virus quando il sangue viene messo a contatto con il virus stesso in laboratorio

8- L’interpretazione dei risultati dei test sierologici dovrebbe dare un risultato coerente con la sintomatologia del paziente e con il grado di gravita’ della malattia: questo purtroppo non e’ ancora stato verificato con certezza perche’ la nostra esperienza con il SARS-CoV-2 e’ ancora insufficiente

9- Per affermare che un individuo e’ veramente immune dovremmo disporre di informazioni che mettano in correlazione la manifestazione clinica della malattia con i risultati del test e migliorare la sensibilita’ e la specificita’ del test che ricerca gli anticorpi

10- Purtroppo ad oggi i dati di cui disponiamo sono limitati a pazienti ospedalizzati quindi gravi , e dobbiamo ragionevolmente dubitare che il test eseguito su pazienti completamente asintomatici o con sintomi lievi possa per ora fornire risultati non verosimili

11- Un test positivo potrebbe aver rilevato la presenza contemporanea di IgM e IgA, che compaiono un paio di giorni prima delle IgG : solo le IgG sono espressione di immunita’acquisita

12- Gli anziani producono anticorpi che sembrano essere piu’ potenti rispetto ai giovani

13- Ii test disponibili oggi sul mercato differiscono in modo significativo fra loro in termini di performance: per dare una interpretazione definitiva dei risultati del test e rassicurare le persone che vi si sottopongono sara’ necessaria la validazione di uno o piu di questi test su un numero di pazienti molto piu’ elevato rispetto a quanto fatto finora

14- Per ora dobbiamo quindi avere pazienza: se ci sottoponiamo a un test aspettandoci un risultato certo che ci rassicuri sul fatto di avere superato la malattia e di non essere piu’ infettanti, ad oggi possiamo invece ottenere invece un risultato non interpretabile

Maggio 2020 fonte American Journal of Clinical Pathology

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